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Food Delivery, il business spinto dalla pandemia ora corre sulle proprie gambe

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Nel corso dell’emergenza sanitaria indotta da Covid-19, il food delivery ha ottenuto uno straordinario incremento del proprio business, confermandosi uno dei settori più dinamici di questo difficile contesto.

Tuttavia, è sbagliato affermare che il settore della consegna del cibo a domicilio sia un carattere dello scenario emergenziale. È invece molto probabile che la tendenza a ricorrere al food delivery continuerà a crescere anche quando la crisi sanitaria sarà alle spalle, a conferma di un mutato atteggiamento nei confronti della ristorazione.

I numeri del food delivery in Italia

A conferma di quale sia stato il successo del food delivery italiano possiamo ben riferirci agli ultimi dati forniti all’interno della Mappa del cibo a domicilio in Italia 2020, realizzata dall’Osservatorio nazionale Just Eat, secondo cui nei mesi di lockdown il mercato del food delivery avrebbe fatto registrare un’espansione tale che, al giorno d’oggi, il 100% delle città con più di 50mila abitanti, e il 66% degli italiani (circa 40 milioni di persone) sarebbe regolarmente servito dalla consegna a domicilio.

Dalla ricerca emerge poi il definitivo cambio di abitudine da parte degli italiani, e la connessione tra la volontà di acquistare i cibi con consegna a casa con il proprio stato d’animo. Per esempio, il 62% degli intervistati ha affermato di ordinare il cibo a domicilio quando è felice, mentre quasi tutti i partecipanti al sondaggio (96%) hanno dichiarato che l’home delivery è un modo per concedersi un po’ di riposo e relax dopo una giornata di fatiche e di lavoro.

Come distinguersi in un mercato sempre più concorrenziale

Considerato che oggi giorno il food delivery è una realtà affermata, ci si può lecitamente domandare in che modo si riesca ad emergere rispetto ai concorrenti.

Ebbene, in tale scenario ci sono alcuni spunti che ogni imprenditore che desideri rendere sostenibile il proprio business nel comparto della food delivery non dovrebbe sottovalutare:

  • rendere l’esperienza utente unica e facilmente riconoscibile, lavorando sul posizionamento del proprio brand, personalizzando gli oggetti e consentendo a ogni cliente di creare facilmente dei collegamenti con il marchio societario;
  • utilizzare contenitori di alimenti di alta qualità, tendenzialmente ecosostenibili, che possano conservare le proprietà organolettiche degli alimenti, andando a incrementare il livello qualitativo della propria offerta;
  • includere nell’ordine omaggi, condimenti gratuiti, coupon sconto validi per i successivi ordini e ogni altra “sorpresa” che possa accrescere nell’utente la convinzione che l’imprenditore ha a cuore la sua felicità;
  • proporre la consegna gratuita, eventualmente per un minimo di ordine;
  • promuovere la propria attività con un’apposita strategia di digital marketing, in maniera tale che possa essere incrementata la brand awareness e, di conseguenza, si possa operare su una efficace leva per spingere le vendite e il fatturato.

Fin qui, alcuni semplici consigli che potrebbero permettere di incrementare il proprio livello di competitività in un settore che – ricordiamo – è sempre più agguerrito. E che, sebbene sia ancora lontano dalla piena maturazione, è molto più consolidato di quanto non fosse appena un anno fa.

Dunque, chiunque abbia intenzione di percorrere la propria strada imprenditoriale all’interno di questo settore, non potrà che concentrare grande attenzione sul modo di rendere più distintiva e qualitativamente impeccabile la propria proposta complessiva, lavorando non solamente sulla necessaria qualità degli alimenti, quanto anche sulla necessità di creare un’esperienza utente complessivamente più soddisfacente di quella che viene offerta dai concorrenti. Solamente in questo modo sarà possibile ritagliarsi uno spazio di rilievo all’interno del settore della food delivery, andando a stringere con i propri clienti un rapporto fedele e duraturo che si protrarrà ben oltre l’ambito di attuale emergenza.